I traslochi industriali

Un trasloco industriale, dovrebbe essere cosa intuitiva, non ha nulla a che vedere con la movimentazione del cliente privato, per quanto possa quest’ultima essere complessa.

Per questo motivo, chi opera in questo settore sa di solito molto bene fino a quale limite di servizio può garantire alla sua clientela un risultato accettabile, sia in termini operativi che economici.

Molti operatori tendono nel tempo a costruire un proprio parco mezzi, ma quando si parla di traslochi industriali la prospettiva diventa molto particolare.

Movimentare dei macchinari non è mai cosa semplice, soprattutto quando le dimensioni cominciano ad essere notevoli e, di conseguenza, anche il peso arriva ad essere importante.

Molto spesso è più conveniente, oltre al parco mezzi di base, prevedere semplicemente nel budget una grossa fetta di noleggio mezzi, dato che difficilmente un trasloco industriale è uguale ad un altro e di conseguenza altrettanto fortemente variano i mezzi che si rendono necessari.

Altro aspetto che salta all’occhio in un trasloco industriale è quello relativo alla capacità da parte di chi effettua fisicamente la movimentazione di rendersi conto delle reali criticità riferite alla totalità del materiale da spostare. Una capacità questa che di solito si matura con l’esperienza anche se il buon senso non può ovviamente mai mancare.

Chi fa questo lavoro di solito ha un buon occhio; quando un macchinario esula dai normali standard industriali (per quanto ampi essi siano) il traslocatore di provata esperienza sa quando le sue sole forze possono non essere sufficienti. Per questo motivo spesso si uniscono due o più aziende per far fronte a clienti particolarmente complessi

Non bisogna dimenticare infatti che il cliente industriale, a meno di casi produttivi particolari, inizia immediatamente a perdere denaro nel momento stesso in cui inizia a sospendere la produzione. Ecco quindi che il servizio ideale è quello che riduce al massimo i tempi di fermo della produzione e questo può essere garantito solamente ponendo la massima attenzione alla pianificazione ed all’organizzazione logistica, in modo che i tempi di fermo macchina siano quanto più vicini possibile al semplice tempo dovuto al trasporto.